Tellaro e la sua poesia

Grezzo, questa la sua bellezza, inclemente con Dio di cui ne supera il fascino tempo dopo la creazione.

Prova di come a volte le gesta dell’uomo siano arte nell’incontro con la natura, Tellaro non teme rivali nei pirati, perché ha i suoi piedi il mare.

Le piante nei vasi accompagnano gli ospiti lungo le viuzze, che da una parte portano al mare e dall’altra al cielo.

Quando la linea dell’orizzonte si assopisce e il cielo diventa tutt’uno col mare, si accendono le finestre e le luci sui balconi, che se osservi bene si confondono con le stelle.

Nel Golfo dei Poeti le parole di Tellaro sono portate nell’aria dal mare, scritte sulle sue rocce e sulle mura, lasciate all’interpretazione di chi, se esiste, le sa leggere.

Grezzo, primitivo, è inizio senza fine. È prologo di un libro abbandonato sullo scoglio, espressione di libertà, tesoro del tempo.

E poi c’è il mare. Quello sì non ti fa più andar via.

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